Azione e reazione

Dopodiché puoi ricominciare da capo!! Questo valzer, piace molto a Carlo Calenda!!
Giorgia Meloni è intervenuta ieri al congresso di Azione, dove ha avuto gioco facile – anche troppo – nel sottolineare le contraddizioni di Elly Schlein e di tutti quei leader che da un lato chiedono più nettezza contro Trump e dall’altro contestano il piano di riarmo europeo: «La proposta è rompere ogni forma di alleanza con gli Stati Uniti ma chiedere loro di occuparsi della nostra sicurezza lo stesso o la proposta è che l’Europa diventa una grande comunità hippie demilitarizzata che spera nella buona fede delle altre potenze straniere?». Un ottimo argomento, che però non dovrebbe far dimenticare come sullo stesso tema la maggioranza di governo sia divisa quanto e più delle opposizioni, con Matteo Salvini che annuncia un’iniziativa nel parlamento europeo contro il piano di riarmo e Antonio Tajani che gli dà, senza nominarlo, dello «sfasciacarrozze». In ogni caso, la mossa di Carlo Calenda ha certamente attirato attenzione sul suo partito, ma non sono sicuro si sia trattato di una grande pubblicità. Mentre sono sicurissimo che un’ottima pubblicità Calenda l’abbia fatta a Giuseppe Conte, quando ha scandito dal palco che con il Movimento 5 stelle l’unica cosa che si dovrebbe fare è «cancellarlo» (e infatti Conte ci ha fatto subito il video per promuovere la prossima manifestazione). Nel suo editoriale su Linkiesta Christian Rocca riconosce a Calenda molte buone ragioni, ma sottolinea una contraddizione decisiva, quando il leader di Azione parla della necessità di una «democrazia decidente», riecheggiando gli slogan dei fautori del maggioritario, del presidenzialismo e del premierato, a cominciare da Meloni. Perché l’unica possibilità di uscire dal bipopulismo e avere un governo che faccia tutte le cose giuste di cui parla il leader di Azione – prima tra tutte tenere una linea netta sul sostegno all’Ucraina e la difesa dell’Europa – passa semmai da una legge elettorale proporzionale senza premi di maggioranza, senza coalizioni pre-elettorali, senza trucchi e senza inganni.
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