C’era una volta l’America! ora cè Trump.

“C’era una volta l’America.” Non a caso l’etimologia è ‘obcidere’ tramontare, destinato alla estinzione, siamo decadenti, agonizzanti come gli ideali democratici e in questa agonia cerchiamo guizzi di sopravvivenza chi imperando chi aggrappandosi alla narrazione del secondo dopoguerra senza essere consapevoli della “sconfitta interna: il declino demografico, morale ed economico delle società occidentali …un Occidente in preda al nichilismo e in crisi irreversibile di egemonia” come dice Todd. Solo se prendiamo atto di “questo cambiamento di scena, così manifesto, così brutale” riusciremo a salvare la nostra specie e trovare una nuova prospettiva di vita e convivenza.
Non possiamo credere che l’America sia questa degli ultimi due mesi. Per carità non possiamo neanche pensare che questa Unità di Stati sia stata pura e candida nell’ultimo secolo. Tuttavia, l’ampia cultura di integrazione, libertà e democrazia non potrà non riemergere e scartare le scorie di questa amministrazione.
Temo che gli americani ragionevoli e sinceramente democratici si trovino davanti alla classica “traversata del deserto”. Essendo gli USA lo stato più potente e influente, le conseguenze riguardano anche il resto del mondo. In Europa abbiamo la possibilità teorica di percorrere una via autonoma. Però, serve subito un’iniziativa politica comune, che rompa con gli schemi precedenti, indiscutibilmente falliti. Sembra un’utopia, ma qualche volta, dall’inquietudine per il futuro, può sorgere una nuova speranza.
E mi chiedo anche come qualcuno in Europa, possa pensare che Trump sia un mediatore di pace. E’ un uomo (?) che non solo ha dichiarato guerra ai diritti civili, alla diversità, alla Groenlandia, al canale di Panama, all’ Europa, e a Topolino. Ha dichiarato guerra all’intero pianeta, uscendo da ogni trattato che prevede la sostenibilità dello stesso. È un no vax, no eco green, no DEI, no Humanitas. Quindi che fare? Quale margine di trattativa possiamo avere se sul piatto mettiamo tutti i valori che lui disprezza? Togliamoli dal piatto, lasciamolo solo con i pochi “eletti” della sua amministrazione intollerante, a morire di fame. L’ america sarà anche una grande potenza, ma tutto il resto del mondo minacciato lo è di più.
Continuo a illudermi che sia una fase transitoria e che, già con le elezioni di midterm, i democratici si diano una svegliata. Alla fine di questo quadriennio in ogni caso ci saranno macerie e in termini di soft power la pagheranno a lungo: accanto agli anti americani storici per questioni ideologiche si troveranno anche quelli che la ammiravano e si sa che i delusi di solito sono molto più vendicativi
La propaganda per far credere che l’America fosse un meraviglioso paese culla di tutte le opportunità. scudo della democrazia e portatrice di libertà un certo effetto lo aveva prodotto su di noi europei. D’altro canto ai tempi della sinistra implacabile le feroci critiche erano esagerate quanto e più delle auto-lod americane. Ricordo un compagno che alla televisone per i bambini diceva:”Ragazzi non estasiatevi davanti ai Texas Rangers, erano volgari banditi”. L’atlantismo era un calcolo di convenienza che ora nelle meningi terremotate di Trumpirla non presenta più alcuna attrattiva. Facciamocene una ragione e, se ne siamo capaci ,del che dubito, pensiamo per noi e basta.
Noi andiamo avanti a testa alta con i nostri valori europei. D’altronde se Trump ci ‘minaccia’ e denigra è principalmente perché teme un’Europa unita. Vorrebbe singoli Stati inermi.Ma:Purtroppo anche da noi molti sono contro un’Europa Unita !
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