Questa risposta comprensibile mi ha stimolato a scrivere quanto segue

A proposito di quanto ha detto la Boschi a un’intervista all’espresso di una possibile coalizione unita nel centrosinistra compresi i pentastellati….certi amico hann così reagito: Sta dicendo che sta lavorando per un governo in cui ci siano i 5 . Triplo salto mortale carpiato con inversione a U
Questa risposta comprensibile mi ha stimolato a scrivere quanto segue:
AMICI. Il vostro commento viene da pensarlo d’istinto. Ma se si riflette più a fondo le domande, almeno per me sono altre. Premetto che il mio giudizio su ciò che è stato il M5S, cioè più che pessimo, non cambia di una virgola e tanto mi divide ancora dai pentastellati. Tuttavia mi chiedo posso essere condizionato dal passato? Intendiamoci, lo rivendico tutto, ma oggi ho il dovere di creare una prospettiva, che sia alternativa a questa destra. E nelle condizioni date per me diventa una priorità assoluta. Come si costruisce un’alternativa politica? Beh, innanzitutto partendo da un elemento discriminante che può accomunare diverse forze: il giudizio negativo sul governo. Non basta, non è sufficiente, assolutamente. Occorre trovare e verificare altri terreni, ambiti di intesa. Ci siamo combattuti, non riconoscerlo sarebbe da stupidì, ma oggi il contesto è profondamente mutato e se è vero che ci consegna un avversario comune dobbiamo capire come poterlo battere. Dico capire perché nulla è dato per scontato ma la responsabilità, deponendo le armi, di verificare se è possibile intraprendere un nuovo percorso, va agita. Ci vuole naturalmente una disponibilità reciproca e cominciare a dialogare, a confrontarsi in modo serrato pensando al futuro. Questi percorsi, difficili, impervi, per avere un minimo di possibilità di portarci alla meta, di solito devono essere intrapresi lontani dai riflettori mediatici. C’è un lavoro duro da fare che non concerne solo un possibile o meno accordo sui contenuti, almeno su quelli ritenuti essenziali per il governo del paese, ma un lavoro molto duro e franco anche in relazione ai rapporti di fiducia reciproca che vanno ricostruiti dalle fondamenta e dalla verifica delle possibili e circostanziate collaborazioni. E’ un libro bianco da scrivere e non è detto che sarà scritto e completato. Per ora, quello che capisco io è che si è deciso di lavorare a più livelli: intanto ognuno fa opposizione secondo il proprio modo di essere e sui temi che maggiormente lo interessano incalzando, criticando , anche aspramente il governo e con ciò parlare al proprio elettorato, evitando di imbastire polemiche pubbliche tra possibili alleati, e poi il livello più sotto traccia per verificare la praticabilità delle questioni di cui ho già parlato in precedenza. È abbastanza previsto che questo secondo livello di trattative di cui non si conoscono ancora i contorni suscita curiosità, sospetti, anche ilarità, diffidenze e giudizi liquidatori, proprio perché si è portati, soprattutto i diversi osservatori, ad analizzare ciò che per altro ancora non c’è con la recente storia e le categorie del passato che hanno determinato i rapporti dentro il centrosinistra. Ma occorre avere pazienza e accettare la fatica anche dell’ incomprensione che una tale impresa comporta. Però se è vero che il Centro-Sinistra è già maggioranza numerica nel Paese sarebbe da scellerati non provare a farla diventare maggioranza politica.
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