CHE PENA: L’unica cosa che dovrebbe fare Orban è uscire dall’UE. Anzi l’UE cosa aspetta a cacciarlo via.

Il Parlamento ungherese ha approvato la proposta del governo di Viktor Orban di avviare il ritiro del Paese dalla Corte penale internazionale. Per Salvini si tratta di una “scelta di giustizia e libertà, di sovranità e coraggio”. Dopo queste parole da parte di un vicepremier italiano, la premier Meloni e il ministro degli Esteri Tajani dovrebbero far sapere al Paese se è la posizione del governo e se anche l’Italia seguirà Budapest revocando l’adesione alla CPI. La Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto contro il presidente russo Vladimir Putin e, di recente, anche contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Ha perso anche quel zero virgola che aveva . Uno che invita ed omaggia un criminale come Bibi non merita commenti e soldi dall’Ue.
Il governo di Viktor Orbán ha affrontato numerose accuse di violazioni delle direttive europee, in particolare riguardo allo stato di diritto, alla libertà di stampa e ai diritti delle minoranze. Nonostante queste violazioni, l’Ungheria ha continuato a ricevere aiuti comunitari, anche se con restrizioni e condizioni imposte dalla Commissione Europea. Ad esempio, nel 2022, l’UE ha congelato circa 7,5 miliardi di euro di fondi destinati all’Ungheria a causa di problemi legati alla corruzione e alla mancanza di trasparenza nella gestione dei fondi pubblici. Inoltre, il governo ungherese ha posto il veto su un pacchetto di aiuti da 18 miliardi di euro destinati all’Ucraina, in risposta alle critiche di Bruxelles. Il governo di Viktor Orbán ha adottato una politica estera che spesso si discosta dai valori europei, mostrando una certa vicinanza alla Russia di Vladimir Putin. Ad esempio, l’Ungheria ha mantenuto legami economici e diplomatici con Mosca, anche durante il conflitto in Ucraina, opponendosi a sanzioni europee contro la Russia. Inoltre, Budapest ha firmato accordi energetici con Gazprom e ha sostenuto progetti come il gasdotto TurkStream, che rafforzano la dipendenza energetica dall’Est. Questa posizione ha sollevato preoccupazioni tra gli altri membri dell’UE, che vedono l’Ungheria come un attore che bilancia interessi nazionali con una strategia pragmatica, ma che rischia di allontanarsi dai principi fondamentali dell’Unione
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