Il procuratore Prestipino indagato per rivelazione di segreto d’ufficio. Melillo: “Via le deleghe”

Avrebbe dato informazioni a De Gennaro e Francesco Gratteri su indagini che riguardano i clan calabresi. Il procuratore nazionale gli ha revocato il coordinamento investigativo.
Ora da profano, mi chiedo: le persone coinvolte in questa vicenda sono tutti degli esperti investigatori. Ergo sanno bene che essendo delle persone molto in vista e parlando con persone altrettanto in vista, la possibilità di essere intercettati telefonicamente è altissima. Ne desumo che: o hanno agito in buona fede convinti che dirsi quello che si sono detti non costituisce reato, o realmente quello che si sono detti non è contro la legge. Altrimenti non credo che sono così ingenui da commettere reati per telefono. Mah! A prescindere da tuti i commenti letti pocanzi una sola cosa è certa: Ponte sullo Stretto di Messina in odore di Mafia. Salvini cosa ne pensa? O sa e finge di non sapere? Mah! Ricordo che il cosiddetto e anonimo Corvo (poi risultato essere un magistrato) inviava lettere anonime per denunciare come colluso con la criminalità (ancora c’era il costume di negare l’esistenza della mafia) il povero e sublime Falcone. Nel tentativo di delegittimare e infangare il suo nome e le sue inchieste. Vediamo che succede. PERCHE ORA! La questione di fondo, che vedrete sarà preponderante anche in questo caso, è la utilizzabilità delle prove. Questo aspetto, piuttosto ricorrente, pone una semplice domanda: ” ma la prova è una evidenza di fatti oppure è una evidenza di fatti ma dipende?”. Perchè sulla utilizzabilità del materiale probatorio si sono salvati in molti che si sono potuti permettere di pagare signori (minuscolo) avvocati, e nessun morto di fame come la stragrande maggioranza dei cittadini onesti.
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