Ucraina: ‘piano pace Putin irricevibile’

Qualche considerazione sulle discussioni delle ultime ore sulle farneticanti dichiarazioni di Lavrov di ieri e di Witkoff di qualche giorno fa.
La prima, evidente. Non è un piano di pace ma una richiesta di resa di un Paese aggredito e quindi si tratta di una provocazione irricevibile: si tratterebbe non solo di riconoscere come persi i territori già occupati, ma di cedere volontariamente anche quelli che la Russia non ha mai conquistato e cioè il 30% della regione di Kherson, del 40% di Donetsk, del 30% di Zaporizhzhia e del 2% di Luhansk. In questi territori vivono più di un milione di ucraini, come ci ricordava la sempre puntale Nona Mikhelidze quindi una proposta irricevibile per il governo ucraino che non potrà mai decidere di cedere volontariamente il suo legittimo territorio.
La seconda considerazione Perché Putin continua ad avanzare proposte evidentemente irricevibili ? Anche qui la risposta è semplice, anche se difficile da accettare: Putin non ha mai messo nel conto di negoziare la pace, vuole semplicemente continuare la guerra che pensa di vincere contando sul disimpegno americano e sulla stanchezza degli europei. La posta in gioco è questa, teniamone conto quando parliamo di quello che sta succedendo. Teniamo conto del fatto che non si può confondere la pace con la resa. E che una pace siglata sulla pelle degli ucraini porterà ad intensificare la politica di dominio di Putin in altre parti d’Europa e a un nuovo ordine mondiale inaugurato sulla violenza e sul mercantilismo in cui il desiderio di libertà e di giustizia potrebbe essere schiacciato a piacimento. Se l’Europa non avrà forza necessaria per reagire vivrà il nuovo ordine mondiale in una tempesta di marginalità e insicurezza.
Putin aspetta la stanchezza e disimpegno dell’Occidente per continuare la sua guerra contro l’Ucraina, che rappresenta il confine della libertà e la legalità europea e occidentale in generale. E: L’Europa ha tutto l’interesse a respingere una richiesta di resa che raffozerebbe Putin e la politica aggressiva russa ma deve avere il coraggio di supportare l’Ucraina militarmente. In ITALIA. Vorremmo vedere un PD che sostiene compatto queste tesi come accade per gli altri partiti socialisti europei. È così caro PD E GRULLANDIA CONTIANA, Esaltare le chiacchiere di chi vuole “negoziare la pace” con chi non ha nessuna intenzione di farlo sono, appunto, solo chiacchiere, in malafede. Voi “pacifisti” chiamate alla trattativa e alla pace, ma è chiaro che Putin non intende assolutamente fermare la guerra. E con chi si può sedere a un tavolo Zelensky, se l’altro non è interessato? A chi supporta ciecamente le mirabolanti proposte di Witkoff dico: siete pronti a cedere il 20% di tutto ciò che avete a favore di chi invade casa vostra e ruba i vostri cari e i vostri beni? Se la risposta è sì allora accomodatevi in Russia, il compito della democrazia è di combattere questi soprusi. Non si può essere ambigui o equidistanti, serve chiarezza e noi abbiamo deciso di stare dalla parte dell aggredito e mai da quella dell aggressore
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